Case editrici a pagamento, non cascarci !

Case editrici a pagamento, non cascarci !

E' giusto dover pagare per vedere pubblicato il proprio libro? Certo che no! ci verrebbe da rispondere...ma vediamo la situazione nel dettaglio.

Quando ci si appresta a scrivere un libro, sembra tutto in discesa, le idee fluiscono come l'acqua limpida di un vorticoso torrente di montagna e sembra che nulla ci possa fermare. I problemi di solito arrivano dopo qualche mese. Improvvisamente il tempo che abbiamo dedicato al nostro manoscritto comincia a pesare come un macigno e l'idea delle interminabili ore che dovremo ancora dedicarvi per portarlo a termine ce lo fa quasi diventare antipatico... (è questa, suppongo, la ragione per cui molti romanzi restano incompleti). Ora, non dico che per tutti sia davvero così, ma mi pare che questa situazione descriva abbastanza bene una cospicua fetta di scrittori, soprattutto se non professionisti.

Mettere la parola "Fine" al proprio manoscritto è di sicuro paragonabile ad aver scalato la parete di una grande montagna (e lo dico senza troppe esagerazioni, ma d'altra parte chi ha scritto libri probabilmente bene conosce bene la situazione). Ma le fatiche non finiscono certo con la parola fine, anzi... forse è proprio allora che ci rendiamo conto della situazione. L'aver scritto il proprio romanzo è solo la metò del percorso. Mancano ancora le correzioni, le revisioni, ma soprattutto manca un tassello fondamentale, la pubblicazione.

Qui comincia per moltissimi un vero e proprio calvario. Le grandi case editrici sono notoriamente alla ricerca di prodotti di successo, e il "novizio dell'editoria", solo in pochissimi casi risulta degno di essere scoperto e sponsorizzato. Cito il caso di una amica, che ha ben due romanzi "Bloccati" dalle case editrici in attesa di pubblicazione (che forse non avverrò mai). Mi verrebbe da chiedere quanti sono i manoscritti che le case ricevono ogni anno e in che percentuale questi siano abbandonati in un cassetto o rimangano inutili allegati di una email. Ma d'altra parte, siamo di fronte ad una sorta di paradosso.

Il dato del 2015 è fornito da Tirature, l’annuario sull'editoria curato da Vittorio Spinazzola e pubblicato dalla Fondazione Mondadori. I nuovi titoli pubblicati sono schizzati a 65 mila di carta, il 6,5 per cento in più rispetto all'anno precedente, a cui si aggiungono 63 mila ebook.

Questo significa che ogni giorno escono in media 178 nuovi libri di carta, e 350 nuovi titoli in totale. Provo a farvi un esempio anche se i dati sono un po' vecchi. Nel 2015 il catalogo “vivo”, cioè i libri in commercio di cui effettivamente si vende qualche copia – era di 906.481 titoli (+5,2% sul 2014). Sempre nel 2015 gli editori italiani che hanno pubblicato tra i 10 e i 60 titoli all'anno erano 1.005, un po’ più dell’anno prima, e le stime sono decisamente in crescita.

Questo accade in un panorama molto particolare, da una statistica fatta nel 2016 da "Tempo di libri" (la fiera internazionale dell'editoria", ci sono oltre 4 milioni (4.300.000 per la precisione) di lettori di libri in meno rispetto al 2010, e sono circa 33 milioni le persone con più di 6 anni che non hanno letto nemmeno un libro di carta in un anno, cioè il 57,6% della popolazione, la stessa quota che era stata toccata nel 2000.

Insomma, penso si possa facilmente concludere che l'italia è un paese di scrittori che leggono (molto) poco.

E'chiaro che di fronte ad un tale scenario, le probabilità di trovare qualcuno disposto a pubblicare il tuo manoscritto, diventa davvero difficile, quasi impossibile. Però, se facciamo una bella ricerca su Google, qualcuno disposto a pubblicarci lo troviamo abbastanza facilmente... Questo perchè negli ultimi anni sono "cresciute come funghi" una serie di case editrici a pagamento disposte a prendere il tuo lavoro e pubblicarlo.

Queste case editrici prosperano in base ad un meccanismo pienamente legale, basato su una clausola che obbliga l'aspirante scrittore a comprare un numero prestabilito di copie. In questo modo l’editore non corre alcun rischio: le spese sono già coperte e spesso è già calcolato anche il guadagno.

In un inchiesta fatta dal blog letterario Sul Romanzo è stato inviato un testo, volutamente incompleto e con delle incongruenze nella storia a oltre 150 case editrici a pagamento.

Ecco qui brevemente i risultati dell'indagine.

  1. La risposta, è arrivata in pochi giorni, alcune settimane al massimo,
  2. Tutte le 151 case editrici hanno accettato il romanzo, proponendo una pubblicazione con tanto di “contributo dell’autore”. (ricordiamo che l'opera era incompiuta!!)
  3. Gli editori, in via ufficiosa, si sono giustificati spiegando che la loro attività permette di concedere un’opportunità a tutti. Contribuendo così alla pluralità del settore.
  4. Questo servizio, ha per gli scrittori un costo medio di 1.370 euro a pubblicazione (in particolare, Il 22% delle case editrici ha chiesto un contributo inferiore ai 1.000 euro. La maggior parte, il 67%, dai 1.000 ai 2 mila euro, mentre un 11% ha chiesto addirittura di più.
  5. L’autore è tenuto ad acquistare in media 100 copie delle 250-300 stampate in totale, di cui può fare l’utilizzo che crede (anche venderle da sé).

A queste condizioni pubblicare un libro non è un problema, è tutto già pagato dallo scrittore.

Se uno scrittore non ha problemi di budget, è teoricamente in una botte di ferro. Contratti alla mano, le case editrici non infrangono infatti alcuna norma: l'autore, accetta spontaneamente tutte le clausole e i vari articoli illustrano il lavoro che sarà svolto e che viene sostanzialmente rispettato.

Tuttavia, il rapporto con l'editore tende a incrinarsi dopo l’idillio iniziale. Stando ai risultati dello studio, il 13% dei 151 editori interpellati non fornisce nemmeno il codice Isbn, senza il quale esso, non può essere venduto. Certo, l'autore può richiederlo autonomamente, ma deve tirare fuori altri soldi!

Insomma, il panorama dell'editoria non è certo confortante, sia dalla parte delle case editrici tradizionali che sul fronte di quelle a pagamento che, a mio personale giudizio viaggiano sul filo della truffa. Occhi aperti quindi prima di firmare qualunque contratto! 

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