Fake news? Ora il pericolo corre su Whatsapp

Un’analisi dell’Università di Cambridge mette in luce la verità, il popolare servizio di messaggistica è diventato negli ultimi anni anche uno dei principali veicoli per la diffusione delle bufale

L’ultima frontiera per la diffusione delle fake news passa per Whatsapp, e paradossalmente, ad aiutare i falsari, sono proprio le garanzie di sicurezza del popolare servizio di messaggistica, che da qualche anno cripta le conversazioni con lo scopo di proteggere la privacy dei suoi utenti.

Bufale e disinformazione trovano terreno fertile sui social media, ma recentemente, Google, Facebook, Twitter e altri social, si stanno armando facendosi paladini della lotta contro la disinformazione. Ecco allora che i fornitori di false notizie provano a cercare altre forme di diffusione, e a quanto pare le app di messaggistica diretta come WhatsApp” sono diventate il nuovo “terreno fertile” delle fale news. A sostenerlo è un team di 3 studiosi dell’università di Cambridge. Si legge in un articolo firmato tra gli altri da Sander van der Linden, Direttore del Cambridge Social Decision-Making Lab e pubblicato su “The Conversation” (Famoso sito Web australiano i cui articoli sono scritti da accademici, pubblicati da giornalisti professionisti e liberamente disponibili online).

Vedere Whatsapp come un veicolo di notizie false ci risulta un po’difficile. in quanto siamo abituati ad utilizzarlo per scambiare messaggi con gli amici:

“Nei Paesi sviluppati, WhatsApp viene utilizzato principalmente come app di messaggistica personale. Ma nei paesi in via di sviluppo molte persone si basano su di esso come un social network. E non è insolito unirsi a gruppi con centinaia di membri. Le persone seguono gruppi dedicati a temi che vanno dallo sport e all’intrattenimento alla politica. Nonostante la limitazione di WhatsApp a 256 membri per gruppo, migliaia di gruppi dedicati a un candidato politico, partito o movimento sociale possono esistere in un dato momento”.

A dare una grossa mano alla teoria di Cambridge, c’è un caso recentissimo: le elezioni presidenziali brasiliane, vinte dal candidato dell’estrema destra Jair Bolsonaro, che ha fatto di Whatsapp uno degli strumenti principali della sua campagna elettorale.

A detta del quotidiano brasiliano Folha de São Paulo, la campagna “multimilionaria” di Bolsonaro è stata progettata per inondare gli elettori brasiliani con falsi e menzogne, pubblicando simultaneamente centinaia di milioni di messaggi su WhatsApp. In alcuni casi sarebbero stati utilizzati numeri telefonici d’oltreoceano per aggirare i controlli antispam della piattaforma.

“Il problema è che WhatsApp è particolarmente vulnerabile alla disinformazione poichè, l’app fornisce un rifugio sicuro da individui e governi curiosi. Questo, … spesso spinge le persone a utilizzarlo per scambiare informazioni private che ritengono non siano state “contaminate” da pregiudizi pro-governativi o aziendali. Tuttavia, dato che i messaggi sono criptati, diventa impossibile moderare i messaggi, verificando ed eliminando quelli fuorvianti, o intercettando collegamenti pericolosi”,

Fake news? Ora il pericolo corre su Whatsapp

Proprio nella crittografia, avvertono i ricercatori, sta la vulnerabilità della piattaforma. Ma poiché la disinformazione su WhatsApp è così difficile da ridimensionare, bufale legate alla salute emergono sempre di più. Ad esempio, sostengono i ricercatori,

“le false voci sui vaccini possono causare pericolosi cali nel numero di vaccinazioni”.

WhatsApp continua a sostenere che non può né vuole accedere a nessuno dei messaggi inviati sulla piattaforma. Quindi la moderazione dei contenuti, (già applicata da Facebook e Twitter), non è un’opzione. Spiegano gli studiosi di Cambridge:

“ha iniziato a limitare gli utenti che mostrano comportamenti sospetti o potrebbero essere veri e propri robot software. Ha inoltre aggiunto una notifica per mostrare quando un messaggio viene inoltrato da un altro account e ha limitato il numero di volte in cui è possibile inoltrare un collegamento”.

Non solo. Per non diventare suo malgrado il vaso di Pandora delle notizie false, Whatsapp sta cercando metodi alternativi per sensibilizzare sul problema. Uno dei modi che i ricercatori di Cambridge hanno ideato per tentare di sensibilizzare gli utenti sul problema Fake news è stato quello di  creare una sorta di videogame.

Fake news? Ora il pericolo corre su Whatsapp

Il gioco si chiama Bad News e alla base c’è l’idea di insegnare qualcosa sulle varie tecniche di disinformazione e su come vengono messe in atto.

“Si basa su un concetto di psicologia sociale noto come teoria dell’inoculazione, che sostiene che avvertire preventivamente le persone ed esporle a una debole dose di disinformazione le incoraggerà a coltivare le difese mentali contro di essa, lasciandole meglio preparate”.

L’idea per ora è quella di diffondere il gioco (gratuito) nei paesi dove Whatsapp rappresenta un importante mezzo di comunicazione. A cominciare dall’India che, con oltre 200 milioni di utenti, è il più grande bacino di utenza mondiale del messenger. E dove, nell’estate 2018, proprio Whatsapp è stato al centro delle polemiche perché utilizzato per diffondere falsi allarmi, che spesso sono culminati in veri e propri linciaggi di persone (almeno 30 nell’ultimo anno) ingiustamente accusate di reati. Il ministero dell’Informazione e delle Tecnologie indiano ha scritto ai responsabili della piattaforma, controllata da Facebook, chiedendo “immediate misure” per contrastare la persistente circolazione di messaggi dal contenuto provocatorio. I vertici di WhatsApp sono intervenuti immediatamente fissando un limite al numero di persone (cinque) a cui gli utenti indiani possono inoltrare un messaggio. Successivamente hanno annunciato che la misura sarà adottata anche nel resto del mondo, rendendo universale il tetto massimo di cinque destinatari a cui si può inoltrare un contenuto: questo dovrebbe porre un freno alla diffusione incontrollata di messaggi, foto, video ecc.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi saperne di più sui sistemi di messaggistica partecipa ad uno dei miei corsi compilando il form qua sotto

I commenti sono chiusi