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In quei libri c'era il mondo... la storia di Amazon

In quei libri c’era il mondo… la storia di Amazon

Chissà se ventisei anni fa, (era il 1994) Jeff Bezos avrebbe immaginato di vedere la sua creatura trasformata in una delle più grandi società del pianeta, con fatturati di diversi miliardi di dollari e sedi in tutto il mondo.

Beh diciamo che di sicuro qualche idea se l’era fatta, soprattutto quando decise di abbandonare il suo lavoro, come vice direttore del fondo d’investimenti D. E. Shaw & Co a Wall Street, per trasferirsi con la moglie, MacKenzie Tuttle, nella costa ovest degli Stati Uniti e cominciare a commerciare libri.

Il mercato dei libri

Già, che idea balzana, direte voi, ma d’altra parte il ragionamento fu semplice, era una questione di numeri. Sarebbe bastato dare un’occhiata ai tantissimi titoli dei libri e alla loro crescita, per rendersi conto che il settore era in forte espansione.

Il servizio inizialmente fu battezzato “Cadabra”, ma ben presto Bezoz, anche per l’insistenza di Todd Tarbert, (il suo ex legale), si convinse a cercare un nuovo nome. Occorreva qualcosa di più incisivo, che fosse semplice da ricordare e facilmente posizionabile nelle ricerche sul web.

Così pensò che per l’azienda serviva un nome che cominciasse per “A”, in modo che la facesse comparire al primo posto nei vari elenchi.

Si, perché di fatto l’idea di Bezos, fu quella di puntare su quella “bolla” che era scoppiata nel 1989, e che cominciava ad ingrandirsi velocemente, si chiamava Internet, e sulla possibilità di vendere on-line prodotti in tutto il mondo.

La scelta del nome

Eh si, qui dobbiamo fare un piccolo inciso. Nel 1994 internet era comparsa da pochissimo, e non c’erano ancora i motori di ricerca cosi come li conosciamo oggi, però c’erano degli “elenchi” (uno tra i più famosi fu Yahoo! nato proprio nel 1994), che erano inizialmente delle semplici pagine web, nelle quali venivano elencati una serie di siti (normalmente in ordine alfabetico), in modo che fosse facile trovarli, senza dover ricordare tutti gli indirizzi.

In quest’ottica, avere un nome che cominciasse con la “A” era fondamentale per essere primi in classifica… Anche “Apple” inizia con la “A” … ed era stato scelto perché arrivava in elenco prima di “Atari”!

Immaginatevi quindi la sorpresa di Bezos, quando, enciclopedia alla mano, sfogliando rigorosamente i nomi con la “A” si trovò davanti alla parola “amazon”, un’abbreviazione del “Rio delle amazoni” uno dei fiumi più grandi al mondo.

Oggi, chiunque cerchi Amazon difficilmente si imbatterà nel fiume. Alcuni dicono che la scelta del nome, lo tenne sveglio per diverse notti.

La ricerca degli investitori

Il piano di sviluppo stilato dal fondatore di Amazon prevedeva che, nei primi cinque anni di attività, l’azienda non avrebbe prodotto utili e avrebbe continuato a operare in perdita.

Alcuni investitori, inoltre, non videro di buon occhio la crescita lenta rispetto ad altre compagnie nate con l’avvento di internet.

Qualcuno, però, iniziò a credere in questa idea ed arrivarono i primi capitali: il primo fu Nick Hanauer, che mise quaranta mila dollari nel progetto, seguito qualche mese più tardi da Tom Alburg, che staccò un assegno da centomila dollari, e finalmente, nel 2001, Amazon può finalmente distribuire i primi dividendi ai suoi soci.

Il primo libro ed il successo

Nel luglio del 1995 ed il sito Amazon.com va on-line ed il primo libro ad essere venduto e spedito è “Fluid Concepts and Creative Analogies” (un saggio di Douglas Hofstadter).

Già nei primi mesi di attività, Amazon conosce un incredibile successo grazie alla combinazione di un catalogo vastissimo e prezzi contenuti. E’il nuovo fenomeno della rete.

Le recensioni

Pochi mesi dopo l’apertura del sito, viene inaugurata per gli utenti una funzionalità tutta nuova. La possibilità cioè di lasciare la propria opinione sui libri che acquistano.

Da semplice sito di e-commerce, Amazon diventa una community dove gli utenti mettono a disposizione la propria conoscenza per aiutare sui possibili acquisti da effettuare.

La svolta però arriva con l’introduzione dell’Amazon Marketplace. Grazie a questo spazio, infatti, l’ecommerce offre la possibilità ai venditori terzi di «esporre» la propria merce sia nuova sia usata, tra cui cd, dvd, libri, dispositivi elettronici, abbigliamento. La scelta di aprire il commercio online a nuove categorie diede la spinta decisiva affinché Amazon continuasse a macinare utili su utili, oltre ad ampliare il proprio organico: a inizio anni Duemila, infatti, la società di Bezos dava lavoro a più di 2mila persone

La quotazione in borsa

Nel 1997 Amazon decide di quotarsi in borsa: Il catalogo si allarga, e vengono aggiunti CD e film. L’anno successivo arriva il software, elettronica di consumo, i videogame, i giocattoli e utensili per la casa.

Il 1998 è anche l’anno in cui Amazon, inizia a vendere al di fuori dei confini statunitensi, apre sedi nel Regno Unito e in Germania.

nel 1999 Bezos è viene indicato dalla rivista “Time” come “Uomo dell’anno” per i suoi meriti nella diffusione globale dell’ecommerce.

Il nuovo millennio rappresenta un periodo di profonda crisi per l’azienda Nel giro di pochi mesi Bezos è costretto a licenziare circa 1.000 dipendenti e Amazon è sull’orlo del fallimento.

Nonostante la situazione difficile e le molte pressioni, Il fondatore e CEO della società decide di non demordere e di continuare nella sua avventura. Pian piano Amazon si riprende e torna a crescere a ritmi incredibili, allargando ulteriormente il suo catalogo macinando profitti su profitti.

Il lancio di Kindle

Il 19 novembre del 2007 Amazon introduce sul mercato un oggetto che ha rappresentato una vera e propria rivoluzione.

Amazon Kindle non era il primo eBook Reader, ma in pochissimo tempo è diventato il più popolare, tanto che Amazon riesce ad affermarsi anche come produttore di prodotti tecnologici.

Il Kindle 1

Il primo Kindle aveva ben poco a che vedere con l’apparato stiloso e sottilissimo che vediamo oggi, si trattava praticamente di un parallelepipedo di plastica con schermo da 6 pollici a 16 gradazioni di grigio, che però consentiva di leggere comodamente tutti gli e-book venduti sul negozio di Amazon. Il successo di questo dispositivo, ha contribuito a cambiare in modo significativo il modo di leggere dei nostri tempi.

Se nel 2005 il fatturato era sotto i 10 miliardi di dollari, con il rilancio della piattaforma, e con le vendite di dispositivi ed ebook, (oltre a tutti gli altri prodotti disponibili) i fatturati si letteralmente decuplicati fino ai 100 miliardi del 2015.

Amazon Web Services

Uno dei servizi più interessanti di Amazon, è per lo più sconosciuto agli utenti finali, mentre si è guadagnato una fama incredibile nel mondo della tecnologia. Il servizio si chiama Amazon Web Services, ed è la piattaforma di cloud computing di Amazon.

Il cloud computing consiste nella distribuzione on-demand delle risorse IT tramite Internet, con una tariffazione basata sul consumo. L’idea è questa, Invece di acquistare, possedere e mantenere un data center e dei server fisici, è possibile accedere a servizi che offrono capacità di calcolo, storage e database, sulla base delle proprie necessità.

Il servizio è diventato talmente famoso che una miriade di aziende lo ha adottato per la propria infrastruttura, eccone alcune

  • Instagram;
  • Pinterest;
  • Dropbox;
  • Etsy;
  • Airbnb;
  • Foursquare;
  • Tumblr;
  • Netflix.

Insomma, Bezos ha trovato il modo di entrare in ogni settore del mercato, esaudendo praticamente ogni richiesta dei clienti. Questo percorso, finora lungo oltre 25 anni, ha permesso ad Amazon di sfondare la capitalizzazione dei mille miliardi di dollari nel settembre del 2018, e a Bezos di diventare l’uomo più ricco del mondo.

Amazon in Italia

Lo sbarco in Italia di Amazon avviene ufficialmente il 18 novembre del 2010, quando viene aperto il sito localizzato in italiano (amazon.it), con un catalogo enorme, pronto a sfruttare la voglia degli italiani ad acquistare online.

Amazon arriva in un momento in cui pochissime le aziende puntano sull’ecommerce, ed apre una strada che, da lì a poco, sarà battuta da tutti i principali player nazionali.

Con la crescita velocissima del numero degli ordini, apre un centro di smistamento a Castel San Giovanni in provincia di Piacenza.

Amazon Alexa

Tra le molteplici applicazioni dell’azienda non possiamo non annoverare “Amazon Alexa”, che assieme a Google Home e a Siri, è uno dei dispositivi più innovativi degli ultimi anni: l’assistente personale che rende “smart” gli altoparlanti intelligenti è in continuo sviluppo e in grado di compiere sempre più azioni per agevolare la nostra vita. Dalla domotica, al totale controllo di molteplici dispositivi

l’idea di Alexa nasce ispirandosi al sistema di comunicazione presente nella navicella spaziale Enterprise in Star Trek, e ne realizza il sogno. Un assistente intelligente in grado di ascoltare e rispondere alle nostre richieste.

La consegna con i droni

Poteva mancare in una società proiettata al futuro la consegna fatta attraverso i droni?

Nel settembre 2020, dopo innumerevoli, quanto ipotizzabili problemi burocratici, ha avuto inizio il servizio chiamato “Prime Air”, cresciuto particolarmente in tempi di coronavirus.

La società ha infatti recentemente ottenuto l’approvazione da parte della Federal Administration Aviation all’utilizzo di droni per le consegne a domicilio, riconoscendo ad Amazon lo status di ‘vettore aereo’ autorizzato.

Il tuo pacco in 30 minuti

I droni saranno completamente autonomi, e controllati dalla centrale remota e potranno impiegare anche solo trenta minuti per la consegna, a partire dal momento dell’acquisto. Il servizio sarà inizialmente sperimentato solo negli Stati Uniti per poi arrivare in Italia e in Europa nei prossimi mesi.

Ma sulla quesitone dei droni i grandi non stanno a guardare. Il servizio di consegna aerea è stato appena attivato dalla società Wing, di proprietà di Google Alphabet, che ha già consegnato caffè e generi alimentari a Logan negli Stati Uniti, grazie alla partnership con la catena di Walgreens e con FedEx

Insomma, è una sfida aperta e tutta da giocare.

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